domingo, 6 de enero de 2008

LIBROS - LIBRI

"La Invención de Morel"- ADOLFO BIOY CASARES
"L'invenzione di Morel"- ADOLFO BIOY CASARES
by Giorgio Rizzo

Opinar o no opinar. Esa es la cuestión. Que es más noble, sufrir por las estupideces escritas por un “crítico literario”, o meterle la lapicera… en la nariz. Así no escribe más.
Uno queda siempre bien empezando con Shakespeare. Es como ir a ver a los amigos con una botella de Chianti clásico.
Este mes quisiera hablarles de “ La invención de Morel”, para que ustedes también puedan sentir, al leerlo, el placer que he sentido yo.
Pero no puedo hablar mucho, porque podría arruinarles este placer.
Y entonces, escribir acerca del libro para satisfacer vuestro deseo de conocimiento o simplemente decirles que es muy lindo para estimular la curiosidad?
Mmm!! (Hamlet no llegó a esta conclusion y aparte yo no soy Shakespeare…)
Ahora… pasemos al libro que es mejor.

Recensire, o non recensire. Questo è il dilemma. Che cos'è più nobile, soffrire per le stupidaggini scritte da un "critico letterario", o conficcargli la penna ...nel naso. In modo da far cessare la sua scrittura.
Si fa sempre bella figura a partire con Shakespeare. E' come andare a trovare gli amici con una bottiglia di Chianti classico.
Questo mese vorrei parlarvi de "L'invenzione di Morel", perché anche voi possiate provare, nel leggerlo, il piacere che ho provato io.
Ma non posso parlarvene troppo, perché potrei rovinarvi questo piacere.
E dunque, scrivere del libro e soddisfare il vostro desiderio di conoscenza o dirvi semplicemente che è molto bello per stimolare la curiosità?
Boh!! (Amleto non é arrivato a questa conclusione, ma del resto io non sono Shakespeare....)
Ma ora passiamo al libro che è meglio.


"Discutí con el autor sobre las particularidades de la trama, la releí; no me parece una imprecisión o una hipérbola calificarla como perfecta."
Así concluye Borges en 1940 la introducción (que yo con mi espíritu contradictorio leo siempre al final).
Y así, con la seguridad del mismo Jorge Luis pensé en aconsejarles algo que me había gustado también a mi (feliz de tener en común con Borges el "saber leer", pero no el "saber escribir", lamentablemente).
La hermosa trama que Adolfo Bioy Casares nos propone parecería clásica y tranquilizante.
Está el náufrago, la isla, la naturaleza hostil, las mareas: una linda aventura.
Pero después, esta trama tranquilla, comienza a mandar señales subliminares.
Pequeños flashes que relampaguean entre las páginas.
No podés encuadrarlos en la situación, son extraños, insólitos.
Leés la descripción de la isla, y pensás en aquellas frases. Aquellos pequeños relámpagos que te llevan a otro tiempo y espacio. En el espacio y en el tiempo de "La invención de Morel".
Pero después, pensándolo bien, cada página en su conjunto parece extraña, menos reconfortante en relación a la primera impresión, fuera del mundo, fuera del tiempo. Como si "La invención de Morel" cambiara la realidad misma y la transportara a otro lado.

"Ho discusso con l'autore i particolari della sua trama, l'ho riletta; non mi sembra un'imprecisione o un'iperbole qualificarla di perfetta."
Così conclude Borges nel 1940 la sua introduzione (e che io per puro spirito di contraddizione leggo sempre per ultima).
E così, rassicurato da Jorge Luis in persona ho pensato di consigliarvi qualcosa che è piaciuto anche a me (felice di avere in comune con Borges il "saper leggere" ma non il "saper scrivere" - purtroppo).
La bella trama che Adolfo Bioy Casares ci propone sembrerebbe classica e tranquillizzante.
C'è il fuggiasco, l'isola, la natura ostile, le maree: una bella avventura.
Ma poi, questa tranquilla trama, inizia a lanciare dei segnali subliminali.
Piccoli flash che lampeggiano fra le pagine.
Non riesci ad inquadrarli nella vicenda, ma sono strani, insoliti.
Leggi le descrizioni dell'isola, e pensi a quelle frasi. Quei piccoli lampi, che ti spostano in un altro spazio ed in un altro tempo. Nello spazio e nel tempo de "L'invenzione di Morel".
Ma poi, a pensarci bene, ogni pagina, nel suo insieme appare strana, meno rassicurante rispetto alla prima impressione, fuori dal mondo, fuori dal tempo appunto. Come se, "L'invenzione di Morel", modificasse la realtà stessa e la trasportasse altrove.


Y así, mientras leés los problemas de un náufrago en una isla, Bioy Casares te dispara uno de sus flashes.
"creo que perdemos la inmortalidad porque la resistencia a la muerte no ha sufrido ninguna evolución; cada perfeccionamiento insiste con la primera idea rudimentaria: mantener vivo todo el cuerpo. Se necesitaría buscar solamente la conservación de aquello referido a la conciencia."
Y, mientras el protagonista intenta entender que es "La Invención de Morel" vos empezás a pensar en las consecuencias de una maquina semejante y a la decisión final del protagonista del libro.
Pero ahora basta. Si no les hago el resumen del libro y les escribo dos páginas sobre las posibles incidencias de esta fantástica invención.
Solo me queda agraceder a Antonella por haberme aconsejado este libro, y dejarlos con una dedicatoria que encontré en un libro de Vonnegut
"Para Benjamin D.Hiz.
Ben,
tantas veces me hablabas
de libros estupendos que habías apenas leído,
y a mí entonces me parecía
también haberlos leídos.
Ben,
hace bastante tiempo que no nos vemos."
Me gustaría ser como Ben.
Chau a todos.

E così, mentre leggi dei problemi materiali di un fuggiasco su un'isola, Bioy Casares spara un suo flash.
"Credo che perdiamo l'immortalità perché la resistenza alla morte non ha subito alcuna evoluzione; ogni suo perfezionamento insiste sulla prima idea, rudimentale: mantenere vivo tutto il corpo. Bisognerebbe cercare soltanto la conservazione di ciò che interessa la coscienza"
E, mentre il protagonista cerca di capire cosa sia "L'invenzione di Morel" tu inizi a pensare alle conseguenze di un simile macchinario ed alla scelta finale del protagonista del libro.
Ma ora basta. Altrimenti vi faccio il riassunto del libro e scrivo due pagine sulle possibili implicazioni di questa fantascientifica invenzione.
Non mi resta che ringraziare Antonella per avermi consigliato questo libro, e lasciarvi con una dedica che ho trovato su un libro di Vonnegut
"A Benjamin D.Hiz.
Ben,
tante volte mi parlavi
di libri stupendi che avevi appena letti,
e a me allora sembrava
di averli letti anch'io.
Ben,
è un bel pezzo che non ci si vede."
Mi piacerebbe essere come Ben.
Ciao a tutti

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